Outlook per la stagione degli uragani atlantici 2018

Una delle sfide della meteorologia moderna è la previsione degli uragani e delle tempeste tropicali dell’ Atlantico; infatti saper prevedere con una buona attendibilità il numero di sistemi tropicali permette di attuare azioni preventive in grado di salvare un maggior numero di vite e di limitare i danni economici.

Vediamo brevemente i principali fattori che influenzano la formazione degli uragani Atlantici:

1) Posizione e intensità del African Easterly Jet e dell’ ITF

Circa il 60% dei cicloni tropicali dell’ oceano Atlantico e l’ 85% di uragani major, devono la loro formazione alle ondulazioni della corrente a getto dell’ africana che scorre da est verso ovest.

Le ondulazioni dell’ African Easterly Jet causano la formazione di depressioni africane che si spostano verso ovest, una volta raggiunto l’ oceano atlantico, se le condizioni ambientali sono favorevoli, possono portare allo sviluppo di tempeste tropicali e uragani.
Una corrente a getto debole e troppo a sud riduce il numero dei sistemi tropicali.

 

2) Temperature nell’ Atlantico Tropicale

Il calore degli oceani è la “benzina” degli uragani, per cui acque tropicali più calde favoriscono lo sviluppo di tempeste tropicali, generalmente le acque devono avere una temperatura maggiore di 25 gradi per permettere la formazioni di uragani.

 

3) Venti e wind shear

Con il termine wind shear si indica la variazione dell’ intensità e della direzione dei venti, un elevato wind shear verticale inibisce lo sviluppo dei sistemi tropicali; infatti tende a disgregare la struttura della depressione tropicale e inibisce lo sviluppo verticale del sistema.

 

 

4)Umidità negli strati medi dell’ atmosfera

Un ultimo fattore fondamentale sono i livelli di umidità negli strati medi dell’ atmosfera; infatti la presenza di aria più secca causa l’ evaporazione delle goccioline d’ acqua in risalita dagli strati inferiori, questo processo causa una perdita di calore e inibisce la convezione.
Inoltre l’ aria più secca può causare uno strato di inversione termica (trade wind inversion), fattore che inibisce maggiormente la convezione e lo sviluppo verticale dell’ uragano.

Qui sotto, è riportata la mappa dell’ umidità relativa nei livelli medi dell’ atmosfera tra il 15 agosto e il 3 settembre 2013.

La bassa umidità nell’ Atlantico è stata una delle concause dello scarsa formazione di sistemi tropicali in quel periodo.

 

 

Dopo questa introduzione didattica, vediamo le previsioni dei principali enti meteorologici per i prossimi mesi.

NOAA

Il servizio meteorologico americano si attende una stagione degli uragani in media o leggermente sopra la media.

 

L’ outlook della NOAA tiene in considerazione il ciclo ENSO attualmente in fase neutra che potrebbe evolvere in El Nino weak (nino debole) verso la fine dell’ estate e delle acque dell’ Atlantico tropicale che attualmente risultano sotto media, ma che potrebbero tornare in media nei prossimi mesi.

Le maggiori incertezze riguardano le anomalie di temperatura della MDR (main development region) che negli ultimi mesi sono state negative per la presenza di un forte anticiclone atlantico, i cui venti hanno portato l’ afflusso di acque più fresche da nord verso l’ Atlantico tropicale.

 

 

In questa slide sono riportate le SSTA tra il 22 aprile e il 19 maggio dove si osservano le anomalie negative nell’ Atlantico tropicale.

 

In quest’ altra immagine, invece, è riportata la previsione della NOAA per le temperature oceaniche e del wind shear per i prossimi mesi.

TropicalStormRisk

Di opinione opposta alla NOAA, c’ è TropicalStormRisk (http://tropicalstormrisk.com/), sito autorevole per la previsione dei sistemi tropicali, che ha pubblicato un outlook dove si prevede una stagione degli uragani decisamente sottotono, in quanto, secondo loro, le acque dell’ Atlantico Tropicale potrebbero rimanere relativamente fresche con venti in quota sfavorevoli allo sviluppo dei sistemi tropicali (wind shear elevato).

 

 

In questo link c’ è l’ outlook completo.

https://tropicalstormrisk.com/docs/TSRATLForecastPreSeason2018.pdf

Metoffice

L’ ente inglese Metoffice , usando un modello climatico ad ensemble ad alta risoluzione (GloSea5), prevede una stagione nella norma con 11 tempeste tropicali, di cui 6 uragani.

Questo modello, attivo dal 2013, ha dato buoni risultati riuscendo a simulare bene l’ eccezionale attività del 2005 e la bassa attività dell’ anno successivo.

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