Le due facce della siccità: smog ai massimi, fiumi ai minimi storici

In moltissime aree della Pianura Padana non piove ormai da 50 giorni e la mancanza di pioggia inizia a far sentire i suoi effetti.

In primis sull’inquinamento nelle grandi città, infatti a causa del persistere dell’alta pressione le sostanze inquinanti prodotte dalle attività umane si concentrano sempre più nell’aria fino a superare i limiti consentiti dalla legge. Sono infatti ben 86 le giornate dall’inizio del 2015 in cui si è superato il limite di 50 mg/metro cubo di PM10 a Milano, 73 a Torino, 59 a Roma e 49 a Napoli. Il record negativo per questa classifica spetta però a Frosinone dove il limite è stato infranto per 101 volte. Purtroppo in questi giorni la situazione si sta ulteriormente aggravando e in alcune città come Torino l’Arpa Piemonte stima che la concentrazione di PM10 supererà i 100 mg/metro cubo cioè il doppio del limite consentito.

Non è migliore la situazione dei fiumi e dei laghi in tutto il Nord Italia, dopo quasi 2 mesi senza pioggia moltissimi bacini idrici sono vicini ai minimi storici. in particolare il Po a Isola Sant’Antonio (Al) ha dimezzato la sua portata: passando da oltre 300 metri cubi al secondo ai 140 degli ultimi giorni, il minimo storico del 2011 di 134 metri cubi è molto vicino.

Purtroppo le previsioni per i prossimi giorni non sono incoraggianti, infatti in tutta l’Italia non è prevista neppure una goccia d’acqua fin dopo Natale, i gestori degli impianti sciistici dovranno perciò continuare a sparare la neve con i cannoni mentre noi dovremmo rasegnarci a vedere le montagne marroni e a soffrire per l’inquinamento in città.

 

 

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