Gli egizi figli di un cambiamento climatico?

Il Sahara è il più vasto deserto del mondo con una superficie di 9 000 000 kmq e si estende dall’ oceano Atlantico al Mar Rosso.

Si tratta di una delle zone più inospitali del pianeta; infatti cadono pochissime precipitazioni, meno di 100mm al anno, e ci sono fortissime escursioni termiche con temperature massime che possono toccare i 50°C.

Eppure il Sahara non è sempre stato così; infatti verso la meta dell’ Olocene (8000 anni fa) ha inizio la cosiddetta Fase atlantica, in questo periodo il clima sulla Terra era più caldo di un paio di gradi rispetto ad oggi e molto più umido.

In Africa e nel Sahara le piogge erano molto abbondanti ed erano presenti molti laghi e molti corsi d’ acqua, ad esempio il fiume Niger sfociava in un grande lago del quale oggi non c’ è più traccia.

Ricostruzione del "verde Sahara".
Ricostruzione del “verde Sahara”.

In questi territori vivevano anche diverse popolazioni di cacciatori e di allevatori come testimoniano i ritrovamenti di numerosi resti di insediamenti umani.

Tuttavia intorno al 5000 aC iniziarono i problemi; infatti i monsoni, che garantivano le abbondati precipitazioni, arretrarono velocemente verso sud ed il clima inizio a diventare sempre più arido e nel giro di pochi secoli il Sahara si trasformò rapidamente  in un arido deserto.

Le popolazioni che abitavano quei territori dovettero improvvisamente emigrare verso nord.

Molti studiosi hanno collegato queste migrazioni con la nascita dei primi villaggi contadini nella valle del Nilo e la nascita della civiltà degli egizi.

 

Sfinge

 

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