Atlantide: mito o realtà?

Intorno al 360 a.C. Platone parlò della scomparsa di un’isola chiamata Atlantide. Il racconto è affidato a un sacerdote egiziano che narra di un’isola molto grande, abitata da un popolo potente e ricco, un popolo di naviganti e commercianti, tecnologicamente molto avanzato per l’epoca. Quest’isola si trovava nell’Atlantico, oltre lo Stretto di Gibilterra.

Un giorno, senza preavviso, un incredibile cataclisma la fece sprofondare nell’oceano. La stranezza di questo racconto non sta nel fatto che un’isola collassa di colpo inabissarsi: un’attività di natura vulcanica può modificare radicalmente la morfologia di qualunque territorio. Le Hawaii, ad esempio hanno “cambiato più volte faccia” a causa di un’intensa attività vulcanica.
Ricordiamo anche il caso dell’isola di San Ferdinando, poco più di un grande scoglio spuntato nei pressi della Sicilia nel XIX secolo, ma inabissatosi nel giro di poche settimane.

Di Atlantide non è mai stata trovata alcuna traccia nell’Atlantico e neanche le tecnologie più moderne sono riuscite a individuare una zona sommersa riconducibile a un’isola inabissatasi o a quello che potrebbe

esserne rimasto.

E allora, questa Atlantide non è mai esistita, oppure, come si pensa, si trovava semplicemente da un’altra parte, magari in pieno Mediterraneo?

Tutto il Mediterraneo è infatti, costellato di vulcani, alcuni ancora attivi, altri ormai spenti; molti di questi sono sommersi e potrebbero essere ciò che rimane di una vecchia isola vulcanica che sia stata interessata da
un’eruzione di tipo esplosivo.

Atlantide potrebbe quindi essere stata un’isola vulcanica del Mediterraneo e non è neanche detto che sia totalmente sprofondata. Nelle Cicladi, un arcipelago greco nel Mar Egeo a poche decine di chilometri a
nord di Creta, si trova un’isola vulcanica che in passato ha vissuto l’esperienza di un’eruzione catastrofica, la quale ne ha fatto sprofondare una buona parte: si tratta di Santorini, chiamata ai tempi Thera.
Basandosi sui risultati di scavi archeologici fatti nella zona di Akrotiri, un sismologo greco a metà del ‘900 avanzò per primo l’ipotesi cheAtlantide fosse l’isola di Santorini, prima della tremenda eruzione avvenuta
intorno al 1600 a.C.

Anfore, vasi, ceramiche sono stati ritrovati al di sotto di uno spesso strato di roccia lavica e il metodo del carbonio 14 ha permesso di datare questi reperti intorno al 1600 a.C. In quegli anni Santorini era ancora
un’isola dominata da una vetta vulcanica alta circa 1600 metri.

Il clima, la ricchezza del terreno e del mare avevano reso l’isola prosperosa; altri scavi hanno portato alla luce i resti di un’antica città regale minoica, con palazzi pieni di ricchezze di ogni genere. Ma intorno al   1600 a.C. il vulcano si risvegliò. Il tutto iniziò con un violento terremoto che già mise a duraprova l’intera isola.

Molti fuggirono, chi verso la Grecia, chi verso Creta, ma la relativa calma che seguì per qualche giorno alla scossa, convinse molti a tornare. Cominciò così la ricostruzione, come dimostrano i resti di alcune case riportate alla luce ad Akrotiri. Ma dopo poche settimane, il vulcano cominciò a mostrare segni di agitazione.

L’eruzione causò innanzitutto una violenta pioggia di polveri e massi di pietra pomice, che ricoprirono l’intera isola; (anche oggi Santorini è famosa per i colori delle sue spiagge, dal bianco al rosa, dal rosso al nero, dovuti alla pietra pomice).

Al termine di questa prima fase, la cima del vulcano esplose, scagliando nell’atmosfera tonnellate di polveri, gas e ceneri che oscurarono il cielo su tutto il Mediterraneo orientale per molti giorni e che per settimane influenzarono il tempo meteorologico su gran parte dell’Europa,del Nord Africa e del Medio Oriente. La nube densa di gas e magma che usciva dal vulcano, ricollassando sull’isola distrusse ciò che era rimasto dopo l’esplosione.

Il cono vulcanico a questo punto non esisteva neanche più: al centro dell’isola rimase così scoperta la camera magmatica, il cuore del vulcano, dove si riversarono milioni di metri cubi d’acqua marina.

Il contatto tra l’acqua e il magma causò una serie di violentissime esplosioni che scavarono una vera e propria baia nel centro, facendo assumere a Santorini la forma che ancora oggi possiede.

Isola di Santorini prima e doo l' eruzione.
Isola di Santorini prima e doo l’ eruzione.

 

Il disastro non rimase circoscritto a Santorini: all’eruzione e alle esplosioni seguì infatti un violento maremoto con onde alte anche decine di metri, il quale raggiunse e devastò la vicina isola di Creta.                                                      Il poeta greco Esiodo narrò nell’VIII secolo a.C. di una violenta lotta tra Zeus e il mostro Tifone avvenuta proprio nel mare a nord di Creta, i cui effetti richiamano da vicino una violenta eruzione e il maremoto che seguì.

Secondo alcuni studiosi fu proprio l’eruzione di Santorini a segnare la fine della civiltà minoica di Creta, mentre secondo altri il cataclisma ha solo indebolito una civiltà che negli anni successivi non è più riuscita a
difendersi da invasioni e conquiste straniere.

Le conseguenze si fecero sentire anche a migliaia di chilometri di distanza: si pensi addirittura che una delle piaghe d’Egitto, quella dell’oscurità, è secondo molti riconducibile alla vasta nube di polveri che
coprì il sole per giorni in seguito all’eruzione.

Secondo molti studiosi, anche alcuni passi del Vecchio Testamento sono stati ispirati dall’ eruzione di Santorini: Mosè nella sua fuga dall’ Egitto fu guidato giorno e notte da una colonna di fuoco e luce che poteva benissimo essere la colonna di ceneri e lapilli scagliati in aria durante l’eruzione.

 

L’eruzione del Monte Santorini nel 1600 a.C. è da molti scienziati considerata come la più potente che sia mai avvenuta sulla Terra da quando ha fatto la sua comparsa l’uomo con un indice di esplosività vulcanica VEI pari a 6 0 7.

Ora rimane da dimostrare che l’isola di Thera corrisponda ad Atlantide.

Un elemento a favore di questa tesi prende in considerazione le dimensioni di Atlantide: secondo quanto riportato da Platone Atlantide sarebbe dovuta essere 550 km per 370 km, un’estensione a dire il vero enorme, addirittura più grande dell’intera Grecia. Se però queste misure vengono divise per dieci, si arriva, guarda caso, alle dimensioni di Thera, così come doveva essere prima dell’eruzione.

Su Atlantide sono state fatte anche molte altre ipotesi: c’è chi la colloca in Antartide, chi in un’isola delle Azzorre nell’Atlantico, chi addirittura in una delle isole che formano le Bermuda. Ovviamente non si ha nessuna prova definitiva su alcuna delle ipotesi fatte, compresa quella più accreditata di Santorini.

Il mito di Atlantide probabilmente nacque in conseguenza a un tremendo cataclisma, avvenuto non si sa quando, non si sa dove, ma presumibilmente non lontano dalle coste greche.

Un cataclisma così potente da sconvolgere per mesi il clima di gran parte del pianeta e da
ispirare così miti e leggende di ogni tipo.

 

atl

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